Ludoteca Multimediale

 

Il gruppo di ricerca interAction (http://interaction.disi.unitn.it/) del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’università degli studi di Trento si è concentrato sulla realizzazione di uno spazio interattivo per l’esplorazione attiva di un ambiente sonoro. In fase di progettazione e realizzazione, l’università ha collaborato attivamente con organizzazioni del territorio trentino. Il progetto ha portato alla realizzazione e alla valutazione nelle scuole di due sistemi interattivi: Child Orchestra e i Piramidotteri.

Fig. 1 Child Orchestra

Fig. 2 Piramidotteri

 

Child Orchestra

Il sistema interattivo, denominato Child Orchestra, è stato realizzato seguendo un approccio partecipato e iterativo che ha coinvolto un gruppo di designer, musicisti e insegnanti della scuola dell’infanzia di Cavedine nell’anno scolastico 2015/2016. Il sistema è stato valutato in una serie di laboratori con cadenza bisettimanale in cui tre gruppi  (N=39) di bambini appartenenti a due diverse classi d’età (3 e 4 anni). Le sessioni sono state assistite dai ricercatori, dall’insegnante, da una pedagoga diplomata in canto e da un compositore.

 

All’interno dello spazio interattivo i bambini potevano modificare con il loro movimento, alcune dinamiche musicali (video prototipo: https://youtu.be/m-UIKx9F90E). La relazione musica movimento agiva principalmente su 3 parametri musicali: il ritmo della musica (lenta o veloce a seconda dei movimenti), l’articolazione musicale ( legato e staccato), e il volume (piano e forte). Il tutto è stato svolto in chiave di attività ludica con l’introduzione di elementi di storytelling. 

 

La tecnologia è stata presentata e integrata nella narrazione in veste di oggetti magici, amplificando il carattere simbolico del gioco di fantasia che veniva messo in atto dai bambini durante la narrazione. 

Figura 3. Struttura delle attività proposte in Child Orchestra

I laboratori proposti sono stati suddivisi in 3 fasi: acculturazione, manipolazione e narrazione. La fase di acculturazione composta da 5 laboratori e’ stata strutturata per avvicinare e far familiarizzare i bambini con il sistema. La seconda fase, la manipolazione e’ composta di 5 laboratori ed e’ stata suddivisa ulteriormente in due gruppi: polifonia e lezioni interattive (vedi Fig.3). Le lezioni di polifonia hanno introdotto maggior libertà nel controllo della musica e la generazione di più linee melodiche. Le lezioni interattive sono caratterizzate dall’utilizzo di tutte le caratteristiche interattive presentate nei laboratori precedenti, ogni bambino era in grado di controllare la propria linea melodica. L’ultima fase, la narrazione, è stata caratterizzata dall’introduzione di elementi di storytelling, i bambini potevano interpretare le proprie storie e controllare la musica generata con i propri movimenti.

Gli oggetti magici utilizzati sono stati uno scettro e delle corone. All’interno di tali oggetti sono stati integrati alcuni sensori di movimento come accelerometri e giroscopi in grado di comunicare in tempo reale con il sistema algoritmico “Robinflock” dedicato alla generazione della musica. Durante lo svolgimento delle attività  sono stati raccolti vari tipi di dati dalle persone coinvolte attivamente nella fase di sperimentazione: insegnanti dell’asilo, pedagoga musicale, ricercatori e bambini. In particolare sono state eseguite interviste semistrutturate  con le insegnanti e la pedagoga, condotte osservazioni comportamentali, raccolti disegni post-attività da parte dei bambini ed un diario sullo svolgimento delle lezioni da parte della pedagoga.

 

 

Dati Bambini Dati Adulti
320 Disegni ( bambini tra 3-5 anni) Interviste semistrutturate con le insegnanti dell’asilo (2 sessions of 30 minutes each)
  42 ore di osservazioni etnografiche (29 ore seguite da 2 esperti musicali, 13 ore seguite da 2 studenti PhD in Child-Computer Interaction)
  Diario delle lezioni pedagoga musicale.

 

L’analisi congiunta di questi dati ha dimostrato come i bambini abbiano  mostrato interesse e partecipato attivamente alle attività. Le maestre hanno osservato riscontri positivi dell’attività quali la socialità tra i bambini, il loro coinvolgimento emotivo nonché il loro divertimento. Lo spazio interattivo ha mostrato buone potenzialità per supportare, almeno in parte, lezioni musicali che normalmente hanno bisogno di personale esperto a livello musicale.

 

Piramidotteri

Il gruppo di ricerca interAction ha condotto un ulteriore studio in una scuola dell’infanzia del territorio trentino. L’esperienza è stata incentrata sulla combinazione di stimoli sonori e visivi per esplorare e mettere in relazione i colori degli oggetti con stimoli sonori il cui ritmo era accelerato o decelerato.

 

Sono stati rivisitati in chiave digitale alcuni giochi montessoriani incentrati sull’esplorazione dei colori e delle gradazioni di colore. Sono stati realizzati degli strumenti interattivi tangibili, chiamati piramidotteri che permettono di riconoscere i colori degli oggetti su cui sono posizionati e generare una semplice melodia. L'attività’ è stata svolta in piccoli gruppi  di 4-5 bambini in cui ogni bambino aveva a disposizione un piramidottero con cui poter esplorare liberamente lo spazio attorno a sé. Le attività proposte con questa tecnologia sono state progettate in modo da rendere molto esplicita la relazione tra i colori e la velocità della musica prodotta. La scelta di utilizzare la variazione di velocità come stimolo sonoro deriva  dai risultati ottenuti nella sperimentazione precedente (Child Orchestra) dove i cambiamenti percepiti maggiormente dai bambini risultavano essere quelli legati ai cambiamenti di velocità della musica generata.